Comprensorio Skipass dei Parchi

SPORT - NATURA - VACANZA

Località - Grotte di Stiffe

Grotte di Stiffe

Grotte di Stiffe

Complesso Carsico

Nel Cuore della catena del Velino Sirente, proprio al di sotto delle stazioni di sport invernali di Campo Felice ed Ovindoli, alimentata dallo scioglimento delle nevi dell'Altopiano delle Rocche, è situata la cavità carsica delle "Grotte di Stiffe". Il percorso, che ha una lunghezza di 700 metri, con un dislivello di 30 metri ed una temperatura interna di 10 gradi, deve la sua notorietà alla particolarità di essere una cavità attiva perché attraversata da un corso d'acqua che spumeggia sotto le passerelle e fa da guida rumorosa alla visita, nascondendosi talvolta quel tanto che basta per far sentire il silenzio, per poi tornare ad esibirsi con tutta la sua potenza, in una maestosa sala dove, precipitando con fragorosa cascata, offre uno spettacolo splendido ed inquietante.

Altre INFO

Percorso virtuale

In prossimità della grotta è possibile ammirare uno degli angoli più belli di tutto l'Abruzzo: da una parte lo sguardo si adagia sulla placida, morbida visione della conca aquilana, dominata dalla imponente mole della catena del Gran Sasso d'Italia, dall'altra s'inerpica sull'aspra parete rocciosa alta cento metri, che sovrasta l'ingresso della grotta, e si perde nella lussureggiante vegetazione della forra, attraversata da sentieri perfettamente percorribili. Entrando nella grotta i sensi sono di colpo investiti dall'ambiente inusuale: le gocce che cadono fanno rivivere il fenomeno dello stillicidio che ha dato forma alle insolite stalattiti e stalagmiti; la vista si concentra sull'acqua che spumeggia sotto le passerelle, con il fiume che fa da guida rumorosa dall'ingresso della grotta, nascondendosi quel tanto che basta per far sentire il silenzio, soprattutto d'inverno, in una maestosa sala dove, precipitando con fragorosa cascata, offre uno spettacolo splendido ed inquietante.

L'esterno della grotta
L'esterno della grotta

L’imbocco della cavità si apre alla base di una parete rocciosa a strapiombo, alta circa cento metri; da qui, su di una comoda e sicura passerella metallica, si oltrepassa la briglia che chiudeva la grotta ai tempi della centrale idroelettrica e si inizia il percorso sotterraneo.

La sala del silenzio
La sala del silenzio

La sala del silenzio è così chiamata in quanto in gran parte dell'anno il torrente in questo tratto si prosciuga, rendendo ovattato questo enorme ambiente, isolato dal fragore delle acque che caratterizzano le Grotte di Stiffe.

La sala della cascata
La sala della cascata

La sala, alta circa trenta metri, è una fantastica cassa di risonanza per la cascata, che, con un balzo dell'acqua di venti metri, ci ammalia durante l'estate con il suo lieve mormorio, per poi, nei periodi di piena, renderci inquieti con la sua selvaggia bellezza.

La sala delle concrezioni
La sala delle concrezioni

Questa sala consente di ammirare le capricciose piroette antigravitazionali delle stalattiti eccentriche, formatesi per uno stillicidio particolarmente ridotto, e di seguire con lo sguardo le sinuose linee delle semitrasparenti vele (anche dette fette di prosciutto), dovute ad un percolamento dell'acqua dalle pareti.

Il lago nero
Il lago nero

La zona più antica della grotta: sopra le nostre teste pendono i meravigliosi drappeggi di una grande e sinuosa vela, mentre tutt'intorno le forme variegate di altre concrezioni colpiscono i nostri sensi scatenando la fantasia più sfrenata.

L'ultima cascata
L'ultima cascata

La particolarità dell'ultima cascata è data dall'ampiezza della sala che, anche se di dimensioni ridotte rispetto alla prima, accentua in modo suggestivo il getto d'acqua che prorompe da un'altezza di 20 metri.

Storia

Troviamo una località denominata Stiffe, per la prima volta, nel "Catalogus baronum sub Wiligelmi" (1167), il documento che indicava, sotto il Regno di Guglielmo I Nei secoli successivi Stiffe partecipò, quasi sicuramente, alla fondazione della città di L'Aquila, come testimonia la presenza di una Chiesa di Sant'Andrea all'interno delle mura del capoluogo. Dopo circa trent'anni, nel 1294, la nostra Stiffium ricompare nel Diploma di Carlo II d'Angiò. Passano due secoli e Stiffe, come detto nel catasto onciario di Ladislao di Durazzo (1409), ha 14 fuochi (un fuoco corrispondeva a 3-5 persone), una popolazione che manterrà approssimativamente anche in seguito, come testimoniano le numerazioni del 1508 (16 fuochi), del 1530 (28 fuochi) e del 1546 (16 fuochi), anche se nel frattempo il suo nome ha acquisito la forma definitiva di Stiffe.
Ma è nel XV secolo e, per la precisione, nel 1423 che Stiffe vede il suo periodo d'oro, quando resta uno degli ultimi baluardi che difendono L'Aquila assediata da Braccio da Montone. L'Aquila, assediata fin dal maggio del 1423, riuscì a resistere eroicamente per ben tredici mesi, supportata solo dai tre castelli di Fontecchio, Rocca di Mezzo e, appunto, di Stiffe. Trascorso questo periodo glorioso Stiffe, come del resto tutto il territorio, piomba nel buio della dominazione spagnola.
Fra peripezie e vessazioni varie dei feudatari Stiffe giunge al 1800, quando, di proprietà dei principi romani Barberini, dà i natali al patriota Angelo Pellegrini. Ad inizio secolo Stiffe torna ad essere protagonista: il 31 maggio del 1906 il Consiglio Comunale di S. Demetrio ne' Vestini delibera l'inizio dei lavori per la costruzione di una centrale idroelettrica nel paese di Stiffe, che sarà una delle prime in tutta l'Italia centrale; essa, alimentata dalle acque della Grotta, fornirà energia elettrica a tutto il paese di San Demetrio, per poi essere smantellata durante la seconda guerra mondiale. La grotta, ostruita da una diga onde creare una certa pressione del flusso idrico, resterà chiusa fino agli anni '50, quando, fatto esplodere il muro, cominciarono le prime esplorazioni speleologiche. Proprio la presenza di un copioso corso d'acqua all'interno della grotta ha permesso, agli inizi del XX secolo, la costruzione di una centrale idroelettrica: alimentata dalle acque trasportate a valle per mezzo di una condotta forzata, di cui qualche tratto è ancora visibile in prossimità dell'ingresso, ed ha costituito fonte di energia sino alla sua distruzione avvenuta durante la seconda guerra mondiale.

Storia Grotte di Stiffe
Storia Grotte di Stiffe
Storia Grotte di Stiffe
Storia Grotte di Stiffe
HOME